San Josémaria Escrivà e gli Angeli Custodi |
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... e salutava sempre anche l'Angelo Custode delle persone che incontrava. Ricevendo un giorno un vescovo suo amico, accompagnato dal suo segretario, gli chiese: "Indovinate chi ho salutato per primo". L'arcivescovo rispose: "Me". "No. Ho salutato dapprima il personaggio". "Ma, riprese il prelato, tra il mio segretario ed io, il personaggio sono io". San Josémaria rispose: "No, il personaggio è il vostro Angelo Custode". Trovandosi in una estrema povertà, e non avendo i mezzi per far riparare il suo orologio, Josémaria si affidò al suo Angelo custode per risvegliarlo all'ora. Egli si è sempre mostrato puntuale, ed era come se giungesse a toccare Josémaria sul fianco. Questi lo chiamava di colpo "il mio piccolo orologiaio". Egli aveva l'abitudine di consacrare il martedì a pregare il suo Angelo Custode, e tutti gli altri Angeli Custodi. Parlando un giorno della piccola Teresa, egli diceva: "Ella ha ottenuto che il mio Angelo Custode mi insegni oggi a fare una preghiera d'infanzia". I segni potrebbero essere moltiplicati, quelli che dimostrano la complicità tra San Josémaria ed il suo Angelo Custode, e ci incitano nel frequentarlo. Mons. Le Tourneau Tratto da L'Angelo Custode n° 1-2003, Gennaio-febbraio 2003 |
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