SAN PAOLO EREMITA E GLI ANGELI Di don Marcello Stanzione |
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Written by Amministratore | |
domenica, 18 luglio 2021 | |
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Un’illustrazione del rispetto dovuto ai corpi dei defunti si trova nel racconto della morte di San Paolo, eremita nel deserto della Tebaide, nel 342: (Verso le 9 del mattino) il cielo si irradiò di luce, le legioni angeliche apparvero, i profeti e gli Apostoli si unirono ad esse: Paolo si innalzava nell’azzurro, splendente d’un biancore di neve. Antonio cadde a terra e, col volto coperto di pianto, gridò verso la celeste salma: “Paolo! Paolo! Perché abbandonarmi? Perché partire senza che ti abbia fatto i miei addii? Io ti ho conosciuto così tardi e tu te ne vai così presto!”. Antonio, che sperava di giungere in tempo per raccogliere l’ultimo sospiro del santo eremita, corre verso la sua grotta, “come a volo d’uccello”, e trova Paolo inginocchiato, con la testa alzata, le mani tese verso il cielo. Morto il santo eremita. Due leoni giungono e, sotto gli occhi di Antonio, scavano una fossa “con frenesia”; computo il loro compito, Antonio li benedice ed inuma Paolo. Gli angeli intervengono in questo racconto per accogliere l’anima del santo eremita. Altri racconti ce li mostrano attenti nel segnalare agli uomini la santità del defunto, e nel richiamare loro il rispetto dovuto ai loro resti (reliquiae), di cui essi giungono fino a segnalare il posto, quando tali resti si sono perduti.
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Last Updated ( domenica, 18 luglio 2021 ) |
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