LA SUGARCO STAMPA LIBRO SU URIELE, L’ARCANGELO SCOMPARSO di Annamaria Maraffa |
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Written by Amministratore | |
martedì, 21 febbraio 2017 | |
Non ci sono traduzioni - There are no translations - Nein Übersetzungen - No traducciones - Aucun traductions![]() Ed è pure avvenuto che sia San Beda nella sua colletta: “Uriele sii la mia guardia (..)”, che San Francesco Borgia nel suo diario spirituale “come al solito aggiungi all’ora (…) 21 Cristo, Matteo e San Uriele”, che anche il celebre dottore della Chiesa Sant' Alberto Magno, nella sua litania c.d. vicelliana: “Padre, degnati di mandare dal cielo anche S. Uriele, che ci infiamma sempre col fuoco del Tuo amore …”, arrivarono perfino invocarne il nome direttamente nelle proprie preghiere. L’unico problema è che S. Uriele non dovrebbe esistere o meglio, alla luce della pronuncia del Sinodo Romano II del 745 d.c., sotto Papa Zaccaria, dovrebbe essere stato dichiarato addirittura un demone! Di conseguenza, è stata indefinitamente sottratta al cattolico la possibilità di invocare nomi propri di Angeli che non siano quelli di Michele, Gabriele e Raffaele. Perciò quando nel 1500 S. Uriele apparve a Roma al sacerdote Antonio lo Duca, rivelandogli che Dio aveva concesso l’assenso per la trasformazione delle Terme di Diocleziano, teatro di inenarrabili orrori e sofferenze per tanti cristiani martirizzati in epoca romana, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, non fu minimamente creduto, così come era avvenuto per il Beato Amadeo da Sylva che aveva parlato di quest’Angelo nella sua Apocalittica. Né furono ritenute del pari, degne di considerazione alcuna, le testimonianze che ancor oggi si leggono negli Atti dei Santi, secondo cui sia Santa Martina, una delle patrone di Roma, che i santi irlandesi Lactino e Moluano, fossero stati custoditi dal nostro Arcangelo di luce. Nel XVIII° secolo, il p. Isidoro Felice de Espinosa, revisore ecclesiastico, non si fece scrupolo alcuno a cancellare a penna il nome di S. Uriele dalle pagine della biografia messicana del Venerabile Antonio Margil de Jesus (1657 – 1726), il c.d. prete volante, vero e proprio San Paolo delle Americhe, mutilandone dunque per sempre il ricordo e così avvenne anche per altri biografi che preferirono omettere le sacre apparizioni del nostro contestato Serafino (come avvenuto per la Beata Maria di Gesù di Madrid) pur di sottrarsi alle condanne dell’inquisizione e di rispettare un principio di stretta ortodossia. Sorte analoga subirono quanti, nei secoli, dichiararono di averlo visto, o di voler approvare il suo culto (non da ultimo Papa Leone X !!!) e di tenerlo tra il numero dei Santi Angeli, circostanza questa che costò loro perfino la beatificazione. Come risulterà evidente dalla lettura delle presenti documentazioni, che costituiscono soltanto una parziale cernita delle innumerevoli testimonianze solo recentemente rinvenute sul conto del nostro Arcangelo, impossibili da riportare tutte in un singolo volume, in seno alla complessa, variegata e a volte contraddittoria dottrina ecclesiastica si è dunque generato un evidente Vulnus giuridico, dottrinario, esegetico e liturgico, che non pare aver trovato soluzione, generato altresì da testimonianze reiterate nei secoli in modo acritico e senza competenza alcuna. Conseguenza di tale accadimento è stata la sottrazione di una delle personalità più potenti nonché di uno dei più solerti e indefessi difensori e protettori dell’uomo contro le perverse macchinazioni del demonio, dal generale panorama dei santi e l’impossibilità di ricorrere al suo aiuto onde ricevere il sacro soffio del fuoco dell’amore di Dio nei nostri cuori; circostanza questa, resa più che mai oggi evidente dalla generale perdita, anche e soprattutto da parte di tanti credenti , del fervore religioso e del rispetto dovuto ai sacramenti della Chiesa. |
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