25 Novembre 2011: conferenza di Don Stanzione su San Michele nella Cattedrale di Napoli |
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... angeli ribelli facendoli precipitare sulla terra (Apocalisse 12,7-9). Nell’epistola di Giuda (9), Michele viene rappresentato in lotta con il diavolo cui contende il corpo di Mosè: quest’ultimo particolare richiama la concezione secondo cui Michele introduce i defunti nell’aldilà, attestata nelle antiche preghiere per i morti, nella letteratura e nell’epigrafia cristiana delle origini. Oltre a questi luoghi delle Scritture che citano esplicitamente Michele, ve ne sono numerosi altri che, arconti, arcistateghi, cherubini e serafini, sono stati interpretati, in ambienti giudaici, gnostici, e cristiani, molto spesso in riferimento a Michele, contribuendo ad arricchirne la caratterizzazione ed il culto attraverso i secoli. Nel Vangelo di Giovanni (5, 2-4), per esempio, si racconta che presso la piscina di Betzaetà si radunavano ciechi, zoppi, paralitici e che di tanto in tanto scendeva un angelo che agitava l’acqua: il primo che vi entrava ne veniva miracolosamente guarito. Quest’angelo, nell’antica tradizione cristiana, è stato spesso identificato con Michele: probabilmente proprio da questo episodio si originò la concezione di Michele taumaturgo che opera miracoli e guarisce gli infermi per mezzo dell’acqua. Anche nella letteratura ebraica di tradizione talmudica, Michele è l’angelo messaggero di Dio, protettore di Israele e poi della Chiesa, capo delle milizie celesti, liturgo, guaritore, psicagogo e psicopompo. Oltre che con questi attributi San Michele, nel corso dei secoli, è stato considerato difensore del bene contro il male in tutte le sue espressioni e manifestazioni. In un epigramma, composto nel V secolo da un anonimo alessandrino, in riferimento a uno dei sedici luoghi di culto dedicati all’Arcangelo a Costantinopoli viene ricordata questa funzione universale del santo: “Qui ci sono rimedi divini per uomini tristi, per mortali svigoriti nel corpo e nello spirito perché il male, contrariato, fugge via, o Michele, dinanzi al tuo nome, alla tua immagine, al tuo santuario” (Antologia Palatina 1,32). In questo Santo guerriero che esercita la sua funzione nella giustizia e nella carità, San Michele è stato proclamato ufficialmente patrono e protettore della Polizia di Stato da Pio XII il 29 settembre 1949. Nella devozione popolare e in alcune tradizioni l’arcangelo è anche considerato patrono di tutti i maestri d’arme, degli spadaccini e di tutti quei mestieri che si servono della bilancia, come farmacisti, pasticcieri, droghieri, merciai, pesatori di grano; inoltre, Pio XII nel 1941 lo ha proclamato patrono dei radiologi. Alfonso Maraffa |
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