Io, Vescovo, ho affrontato Satana: in un esorcismo mi ha letto persino nel pensiero |
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Ripetetti, per ben tre volte, le litanie lauretane e la persona con tono orribile mi gridava, le odio. Io insistevo e alla fine la persona è crollata, stanca, dicendo: ora pro nobis, prega per noi. Satana la aveva lasciata”. Il Vescovo esorcista racconta altri due aneddoti della sua carriera. “Satana è furbo ed una sua caratteristica è quella di leggere nel pensiero altrui. Non date retta a versioni da cinema del Demonio, che lo banalizzano e spesso rendono ridicolo il ruolo dell’esorcista”. Come le ha letto nel pensiero? “Mi si presentò un altro caso difficile e disperato, i demoni erano cinque. Con tante preghiere ed invocazioni di Santi non volevano abbandonare la persona, che anzi si dimenava selvaggiamente, persino arrivando al punto di scalciare e tentare l’ aggressione fisica. Mi consultai con alcuni collaboratori e sussurrai all’orecchio di uno di loro: chiamiamo il dottor Tizio per sedarla. Con mia sorpresa, mentre dicevo questo, la persona sottoposta ad esorcismo mi disse: lo so che vuoi chiamare il dottore per sedarmi, ti ho letto nel pensiero. Mi gelai di brividi”. Ma insomma, perché ci sono oggi pochi esorcisti? “Intanto ci vuole coraggio e non tutti lo hanno. Poi approvo la prudenza della Chiesa in materia. Le ripeto, la pratica dell’esorcismo, che è liturgica, può essere fatta solo dal Vescovo diocesano e a sua volta delegata solo a sacerdoti sacramentali dotati di particolari virtù della diocesi, neppure di fuori. Ai laici non è consentito esorcizzare, semmai effettuare preghiere di liberazione. Ma a nessuno è vietato pregare per la conversione o la salvezza di un’anima”. E lei? “lo ho sfidato, non bisogna aver paura di lui, e poi vi è una formidabile arma contro Satana”. Qual è? “Recitare il Santo Rosario. Satana teme la Madonna, perché è la via Maestra per arrivare al Cuore di Gesù. Maria è colei che fa da mediatrice, da unione col il figlio e quindi tutta Santa, suscita la ribellione di Satana”. Parliamo di Maria: la sensazione oggi è che la mariologia e Maria passino tra due eccessi oscillanti: o si crede troppo, o quasi per niente: “Oggi grazie al cielo, la mariologia vive una nuova epoca di vigore. Maria è una gloria che bisogna amare e pregare. Ma i Vescovi devono essere attenti all’ortodossia sul tema. Amare Maria non significa automaticamente abbandonarsi a banalità o a devozioni dolciastre senza alcun senso, ci vuole anche maturità”. E la devozione popolare, la pietà? “Bella cosa e nobile. Sempre nel rispetto della ortodossia, che tocca al Vescovo. Ma spesso bisogna pur dirlo, la pietà popolare e il senso della fede hanno alcune volte anticipato i teologi, come con il dogma dell’Immacolata Concezione. Questo dimostra che la pietà popolare, se ben canalizzata, da buoni risultati”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
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