Santa Sede: serve un nuovo patto finanziario internazionale |
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... globale, dove "sono i Paesi poveri a finanziare i Paesi ricchi, che ricevono risorse provenienti sia dalle fughe di capitale privato, sia dalle decisioni governative di accantonare riserve ufficiali sotto forma di attività finanziarie sicure, collocate nei mercati notariamente evoluti o nei mercati off-shore. E poi, la denuncia di un "paradosso", e cioè il fatto che "le rimesse degli emigrati, cioè della componente meno liberalizzata dei processi di globalizzazione, comportano un afflusso di risorse che, a livello macro, superano largamente i flussi di aiuto pubblico allo sviluppo". "E' come dire - conclude la nota - che i poveri del Sud finanziano i ricchi del Nord" Ci sarebbero, sottolinea la nota, "applicazioni finanziarie nei centri off-shore che potrebbero rendere circa 860 miliardi di dollari all'anno, e che corrisponderebbero a un mancato introito fiscale di circa 255 miliardi di dollari". Una quantità, conclude il Pontificio Consiglio, che rappresenta "più di tre volte l'ammontare dell'aiuto pubblico allo sviluppo da parte dei Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l'Ocse". Articolo del dott. Andrea Gagliarducci ( Esta dirección de correo electrónico está protegida contra los robots de spam, necesita tener Javascript activado para poder verla ) |
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