Un non Cattolico il prossimo Ambasciatore USA presso la Santa Sede? |
![]() |
![]() |
![]() |
Non ci sono traduzioni - There are no translations - Nein Übersetzungen - No traducciones - Aucun traductions
... alle staminali embrionali. Un vero e proprio colpo di spugna. Che in Vaticano osservano con un certo interesse. Per ora, nelle stanze vaticane ci si è limitati a ribadire i punti cardine della dottrina: no all'aborto, no alla ricerca sulle staminali embrionali, ma totale apertura a dialogare con gli Usa per quanto riguarda l'Iraq, la giustizia, l'aiuto al Terzo Mondo e tutta una serie di temi "sociali" di cui Obama e Benedetto XVI hanno parlato nella prima telefonata dopo l'elezione. Una telefonata che non è stata fondamentale: piuttosto, un modo per conoscersi, e un colloquio di cortesia. C'è attesa in Vaticano, ma non si parte all'attacco. Sono state anche "gonfiate" le parole del cardinale Stafford, che - a Washington per un convegno sull'enciclica Humanae Vitae - avrebbe definito "aggressivo, distruttivo, apocalittico" Obama, e avrebbe fatto notare che i cattolici avrebbero pianto "calde, rabbiose lacrime di tradimento" dopo l'elezione. Il filmato del discorso si trova facilmente su Internet, e mostra chiaramente che Stafford non ha attaccato direttamente Obama, ma che "aggressiva, distruttiva, apocalittica" era il suo discorso del 2007 a Planned Parenthood, l'agenzia di controllo delle nascite Usa. E che, in quel contesto, sono meno dure le parole utilizzate, perché il Freedom of Choice Act è criticato anche dai suoi più ferventi difensori, dato che andrà oltre qualunque tipo di restrizione in tutti gli Stati. E lo stesso Stafford ha poi chiarito che la parola "apocalittico" non si riferiva ad Obama, ma semplicemente alla sua posizione riguardo l'aborto. Anche i vescovi americani hanno scelto una linea moderata. Due blocchi, uno duro e uno moderato, si sono fronteggiati nell'elezione di un nuovo capo del Comitato di Comunicazione della Conferenza Episcopale nella riunione a Baltimora di due settimana fa: da una parte, Robert Finn, che aveva avvertito i cattolici che il voto per Obama avrebbe messo a rischio la loro salvezza, dall'altro Gabino Zavala, che aveva voluto parlare non solo di aborto, perché "come Chiesa non ci occupiamo solo di un argomento" e ci sono anche altri temi come "razzismo, genocidio, immigrazione, guerra e l'impatto della crisi economica". Ha vinto Zavala, con il 57 per cento delle preferenze. Ora l'attenzione è puntata proprio sul nuovo ambasciatore: da vedere se Obama sceglierà un ambasciatore di un certo spessore, conosciuto per dare ascolto alle istanze cattoliche e che possa spostare il dibattito su una linea comune. Ma c'è anche la possibilità che Obama scelga anche un non cattolico. E forse sarebbe saggio, per una ragione pratica: molti dei più prominenti cattolici-democratici sono pro-choice, e inviare una cattolico pro-choice a Roma potrebbe essere visto come provocatorio. E il Vaticano, secondo il diritto internazionale, potrebbe persino rifiutare un amabasciatore per ogni ragione. Se succedesse, il divario sarebbe praticamente insanabile. Articolo del dott. Andrea Gagliarducci ( Esta dirección de correo electrónico está protegida contra los robots de spam, necesita tener Javascript activado para poder verla ) |
< Anterior | Siguiente > |
---|